giovedì, aprile 27, 2006



La contro Franchina a "Stupinigi"

Stupinigi non ammise di essersela fatta sotto, anzi si vantò del contrario. Nei giorni che seguirono Stupinigi, nonostante il brutto scherzo subito, continuò a frequentarci e a dimostrarsi degno di un'altro scherzo. Gli fu proposto di interpretare il fratello pazzo della successiva Franchina e lui con grande gioia accettò. Ora, voglio fare una premessa: erano anni molto particolari. Firenze e le sue colline erano teatro di una frenetica e disperata caccia al così detto " MOSTRO DI FIRENZE" e chi, come noi, ha vissuto quegli anni, si ricorderà certamente come le coppiette che cercavano un pò di intimità si erano organizzate: vedevi file di macchine una accanto all'altra, con i finestrini coperti da fogli di giornale, il piazzale Michelangelo era il posto più frequentato, mentre le vicine colline erano rimaste isolate, solo pochi temerari osavano appartarsi in quei luoghi diventati così tremendamente pericolosi.

La settimana successiva fu interamente dedicata alla stesura della rigida sceneggiatura e del copione, che gli attori dovevano interpretare, per l' imminente scherzo.

Comprammo delle audiocassette, su cui registrammo dei dialoghi che avrebbero dovuto simulare delle comunicazioni di servizio fra autopattuglie dei Carabinieri, del tipo:" Qui centrale ad auto 31. Segnalata aggressione coppietta. Recarsi via Piana. Marignolle. Massima Priorità " Oppure: "Qui Autopattuglia 31 a centrale, ricevuto, passo e chiudo". Ci munimmo anche di pistole giocattolo e falsi distintivi dei Carabinieri, tutto doveva essere perfetto.

Sei erano gli attori che interpretavano i Carabinieri e per la prima volta fu inserito un altro gruppo di personaggi: i giornalisti, muniti di macchine fotografiche, carta e penna per intervistare il Mostro, arrestato in flagranza di reato.

Tutto era pronto.

La Contro "Franchina"

"Il BAR ENZO DETIENE I DIRITTI D'AUTORE"

Il luogo era lo stesso utilizzato per la Franchina e pure il protagonista, ma lui certamente non lo sapeva.

Le macchine dei Carabinieri si trovavano già sul posto ben nascoste, così come quelle dei giornalisti e gli spettatori, accorsi come sempre in gran numero. In fondo allo stretto viottolo che portava al laghetto della S.M.A si vedeva parcheggiata l'auto sulla quale si trovava la finta vittima di Stupinigi: "Leonardone" 1,92 mt per oltre cento chili. Come se non bastasse la sua stazza per spaventare, per renderlo ancor più inquietante, gli disegnammo sui bracci dei finti tatuaggi, teschi, coltelli, croci ecc... Indossava un gilet con le frangie e sotto niente altro, era anche armato di un gatto a nove code, si, avete capito bene, come quelli che si vedono in quei negozietti che vendono suvenir per turisti. Ora mancava solo Stupinigi.

Erano circa le 10 PM e al contrario della settimana precedente non c'era neppure la luna, questo rendeva il luogo ancor più inquietante. Stupinigi arrivò dopo circa mezz'ora accompagnato da chi, la settimana prima, aveva interpretato il fratello pazzo. Lo scaricò a circa un centinaio di metri dall'auto in cui si trovavano le vittime:"Vai, eccoli là, mi raccomando picchia duro" Disse Leonardo rivolgendosi a Stupinigi, il quale rispose:" Ora vi faccio vedere io come si fa. Se lo ricorderanno per tutta la vita questo giorno". D'altra parte non vedeva l'ora di rifarsi dell'umiliazione subita la volta precedente. I vetri dell'auto erano completamente appannati, si intravedevano solo due sagome che simulavano un amplesso, Stupinigi si avvicino all'auto correndo e... Bann! Lasciò partire un calcione sullo sportello lato guida e poi..... Bumm! Un cazzottone sul finestrino, sempre dalla parte del conducente dove vi si trovava seduto Leonardone. Questo, in meno di mezzo secondo, uscì dall' auto gridando:" Ma che c.....zzo vuoi? Ma chi c...zzo sei? Io ti ammazzo" E brandendo il gatto a nove code, lo roteava in aria avvetandosi su Stupinigi che terrorizzato cercò di fuggire. Ma fu subito agguantato dalla morsa ferrea dell'energumeno che gli strappò completamente la maglietta di dosso e afferrandolo per il collo lo scaraventò su di una recinzione che si trovava ai bordi della viottola. Stupinigi invocava disperato il nostro aiuto e rivolgendosi al colosso:" E' uno scherzo, aiutooo! Questo mi ammazza, diteglielo che è uno scherzo,aiutoooo!!!" Poveretto non si era accorto che lo scherzo era per lui.

Passarono pochi minuti. Le auto dei Carabinieri, facendo stridere le gomme sullo sterro, entrarono in scena: i fari abbaglianti e le torce illuminarono il volto, sconvolto dalla paura, di Stupinigi:"Carabinieri" Gridarono, pistole alla mano:"Lascialo andare o apriamo il fuoco" Dissero, rivolgendosi a Leonardone che teneva ancora spiaccicata sulla rete la faccia disperata di Stupinigi. Il poveretto, penso, che alla vista delle forze dell'ordine si sia sentito come in quei films western dove i buoni assediati e ormai senza via di scampo, circondati da centinaia di feroci Indiani, odono gli squilli di tromba della Cavalleria.

Lui certo non poteva immaginare che quella era solo la fine del primo tempo di una contro Franchina.

I finti Carabinieri, dopo aver diviso i due, li interrogarono per capire cosa stava succedendo. Leonardone fu il primo a dare la sua versione,al che i falsi carabinieri, senza neppure ascoltare quel che l'altro aveva da dire, esultando di gioia ammanettarono il povero Stupinigi:" Lo abbiamo preso!!!! Il mostro, il mostro lo abbiamo preso". Stupinigi udendo quelle parole:" Il mostro!? Ma che dite, il mostro chi? Aiutooo, ragazziiii ma che fanno questi? Vi state sbagliando io non sono il mostro, sono il fratello pazzo è tutto uno scherzo" Intanto fecero il loro ingresso anche i giornalisti. Stupinigi, con i polsi ammanettati dietro la schiena come un pericoloso criminale, fu caricato a fatica su una delle due macchine. Intanto i giornalisti, come squali famelici che puntano alla preda, accerchiavano l'auto dove Stupinigi era stato rinchiuso, facendogli mille domande. Stupinigi chiuso in auto e ammanettato guardava, stordito dalle urla e dalla folla che a quel punto si era radunata intorno a noi. I Carabinieri risalirono sulle due auto mentre il mangianastri a tutto volume gracchiava:" Centrale ad auto trentuno. Segnalata aggressione via Piana Marignolle......" "Qui auto trentuno abbiamo catturato il mostro di Firenze" Risposi io, che nello scherzo interpretavo un Carabiniere che per l'appunto era familiare di una delle vittime del mostro:" Io questo non lo porto in centrale. Questo maniaco ha ucciso mia sorella, io lo ammazzo!! Qui! Ora!" Stupinigi, udite quelle parole, si mise a piangere e a dimenarsi come un'ossesso, allora il mio collega, che gli stava seduto accanto, cercò di calmarlo, poi rivolgendosi a me disse :" Ma si, hai ragione impicchiamolo questo bastardo!!" Intanto dietro di noi un carosello di auto e motorini ci seguiva, impazienti di vedere come andava a finire lo scherzo.

Il collega che stava seduto accanto a Stupinigi tirò fuori un cappuccio di stoffa nera e glielo calzò in testa, Stupinigi continuava a piangere, disperato ed impaurito:" Io non so-no , il mo-str-o, lasc-iate-mi, andare vi prego, era solo uno scherzo, vi prego non mi ammazzate".

Arrivati davanti al cimitero di Soffiano ci fermammo, facemmo scendere dall'auto Stupinigi, che ora, oltre alle manette ai polsi aveva la testa interamente coperta da un bel cappuccio di stoffa nera che gli impediva la vista. Gli passammo una corda intorno al collo, Stupinigi era terrorizzato, si dimenava, tirava calci e urlava a squacia gola: "Aiutooo mi vogliono impiccareeee, aiutooo".

A quel punto, vedendo la sua disperazione, presi da compassione sospendemmo lo scherzo, ormai arrivato alla sua conclusione (non potevamo mica impiccarlo veramente!).

Innanzi tutto gli togliemmo il cappuccio e, prima di liberargli i polsi, (non si sa mai) gli dicemmo la verità. Stupinigi ebbe un attimo di smarrimento, poi si guardò intorno e finalmente in mezzo alla folla riconobbe dei volti a lui noti, e capì. Si lasciò cadere seduto su di una panchina con ancora i polsi legati dietro la schiena e, ancora singhiozzante, si rivolse a noi esordendo con un:" Siete dei pezzi di m...rda, andate pigliarvelo nel C...lo".

Io credo che questo sia uno dei nostri scherzi meglio riusciti. Voi non ci crederete, ma appena un'ora dopo la fine dello scherzo, Fabio si complimentò con Stupinigi per come, coraggiosamente, aveva superato le prove che gli avrebbero consentito di entrare a far parte del clan dei "MARSIGLIESI". Tutti noi, udite quelle parole lo guardammo e onestamente dicemmo: " Fabio no!! Ora basta, gliene abbiamo già fatti due, basta!! Poveretto". Ma Stupinigi rispose, rivolgendosi a tutti noi: "Erano prove per entrare a far parte di una banda? Le ho superate?". Noi cercammo in tutte le maniere di fargli capire che Fabio stava scherzando di nuovo, ma lui non ci credeva, era convinto che noi non lo ritenessimo all'altezza di entrare a far parte del "clan dei Marsigliesi". Se la prese così a male che dopo quella sera non lo vedemmo più.

Qualche anno dopo venimmo a sapere che Stupinigi fu arrestato per rapina a mano armata. Aveva rapinato un noto albergo del centro di Firenze ed era fuggito con la propria auto. Dopo un'ora dei VERI CARABINIERI lo arrestarono. Avete capito chi era il vero cattivo?

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