lunedì, luglio 12, 2010

I RAGAZZI DEL "BAR ENZO" (4° parte)

I RAGAZZI DEL "BAR ENZO" (4° parte)

"HEI!!! HOMBRE!!!"

La sera successiva allo scherzo, come quasi tutte le sere, decidemmo di andare a mangiare una pizza in pineta.
Io e il mio passeggero Merlo e il Cheloni che ci seguiva con la sua vespa, stavamo percorrendo la strada principale di Follonica, quando notammo, davanti a un bar, due ragazze molto carine che stavano parlando tra di loro. Io fermai la mia vespa mentre il resto del gruppo, escluso il Cheloni che era subito dietro di noi, tirò dritto. Le due ragazze continuavano a parlare tra di loro. Io,il Merlo e il Cheloni, fermi sul lato opposto della strada, ci guardammo come per decidere che fare, il Merlo..... nel medesimo momento lanciò un fischio indirizzato alle due ragazze, le quali neppure si voltarono. Quel gesto elegante non passò inossevvato.Due sconosciuti che erano seduti fuori dal bar, i quali avevano assistito a tutta la scena, si alzarono dalle loro sedie e, camminando, attraversarono la strada. Noi, ingnari di ciò che stava per accadere, stavamo per ripartire, quando:"Hei!!!! Hombre". Solo in quel momento ci rendemmo conto che i due tipi ce l'avevano con noi. Avranno avuto tutti e due circa trent'anni, non erano altissimi, ma sicuramente molto massicci e sicuri di sè !!!
Uno dei due, afferrò con il dito indice e il dito anulare il naso del Merlo, chiudendolglielo come in una morsa, torcendolo come se stesse cercando di togliere un chiodo da un pezzo di legno con un paio di pinze. Il Merlo lanciò un grido di dolore tremendo, io, preso alla sprovista, scesi subito dalla vespa, cercando di fermarlo e gridando al Cheloni:"Vai a chiamare i Ragazziiiii !!! Corriiii Giovanni" Lo spintonai per allontanarlo da noi. L'altro tipo se ne stava in disparte senza fare niente mentre quello che aveva afferrato il naso del mio amico si rivolse a me dicendomi di farmi gli affari miei e che non dovevamo importunare le ragazze di Follonica. In meno di dieci minuti, in contro senso e a tutta velocità, arrivarono gli altri che, scaraventando le loro vespe per terra, si avventarono sul tizio che fino a quel momento era stato in disparte. Ne scoppiò una mega rissa. Quattordici contro due!!!!!
Questi, messi spalle al muro, sferravano dei cazzottoni tremendi a chiunque cercava di avvicinarli. Ci rendemmo subito conto che non avevamo a che fare con due sprovveduti, eravamo tanti, ma sicuramente eravamo delle mezze seghe e questi due i nostri colpi nemmeno li sentivano. L'Undini si tolse dai piadi uno zoccolo "Dot. Schulz" (andavano di moda) e trovandosi alle spalle di uno dei due glielo scagliò in testa; il tipo non sembrò accusare il benchè minimo dolore, si voltò e guardò ammiccando l'Undini che, accortosi di non aver provocato danni, cominciò a correre intorno a una macchina in sosta con il tipo che lo rincorreva gridando:"Hei !!! Amigo ti ho visto vieni quà!!!".
Non so quanto tempo andò avanti, so solo che noi avemmo la peggio, e uscimmo da questa rissa con le ossa ammaccate. Intanto qualcuno aveva chiamato i Carabinieri, che arrivarono sul posto con le sirene spiegate, erano due pattuglie e un cellulare, cercammo tutti di spiegare ognuno la sua versione dell'accaduto, ma non vollero sentire discorsi. Ci caricarono tutti sul cellulare, dove Gianni, mio cugino, riprovò ad aggredire uno dei due tipi, ma fu subito fermato dal Carabiniere che si trovava di scorta all'interno del mezzo. Ci condussero nei locali della stazione dei Carabinieri di Follonica dove il Maresciallo, uno alla volta, interrogò tutti i partecipanti alla rissa. Tutto fini per il meglio nessuno di noi si beccò una denuncia per rissa, e dopo una bella lavata di tasta ci rilasciarono tutti. In seguito, ci informarono che i due tipi veramente tosti che ce l'avevano quasi suonate, erano due pugili. Il mattino seguente, come tutti i giorni andammo sulla spiaggia dove mio zio aveva la casa. Arrivammo di buon ora e naturalmente con l'intenzione di non raccontare niente dell'episodio accaduto la sera precedente. Mio zio era seduto sulla sdraia e stava leggendo il giornale il "Tirreno" in prima pagina a lettere cubitali"RISSA DAVANTI ALLA DISCOTECA GIGLIOLA DI FOLLONICA COINVOLTI UN GRUPPO DI FIORENTINI E DUE PUGILI DI GROSSETO"Alla vista dell'articolo ci gelò il sangue nelle vene, soprattutto a mio cugino Gianni. Mio zio:"Avete letto il Tirreno? questi sono delinguenti!!! se tu, facessi una cosa del genere ti strappo tutti i capelli con le mani, capito?" queste le sue parole nei confronti di Gianni suo figlio.        

mercoledì, luglio 07, 2010

I Ragazzi del " BAR ENZO" ( 3° Parte )








Le giornate passavano veloci e spensierate, fra una razzia di cocomeri nel campo vicino al campeggio e delle pantagrueiche scorpacciate di cozze cucinate da mio zio Franco. Il nostro accampamento, col passare dei giorni, assomigliava sempre di più a una discarica. Una sera il Merlo conobbe una ragazza molto più grande di lui, aveva anche la macchina!!!!! Ed era poliomelitica (poverina!!); tutto eccitato corse da noi per comunicarci la sua conquista e che la sera seguente non sarebbe venuto con noi. Con poca difficoltà lo convincemmo ad organizzare uno scherzo alla poveretta (non era la prima volta che organizzavamo questo genere di scherzi, ma questo argomento merita un capitolo a sé).L' appuntamento era per le 09.00 PM davanti alla discoteca Gigliola di Follonica. La sventurata arrivò puntuale con una 126 FIAT rossa tutta scassata, il Merlo era già lì tutto bello (si fa per dire) e lì c'eravamo anche noi. Naturalmente ben nascosti alla loro vista solo allora notammo che la ragazza aveva un problema, era "poliomelitica". Il Merlo dopo un tiepido bacio montò in macchina sul lato passeggero, lei si mise alla guida e dopo pochi secondi si allontanarono dal centro abitato in direzione della pineta. Noi, molto velocemente e stando attenti a non farci notare, ci mettemmo all'inseguimento della sventurata che, ignara di ciò che le stava per capitare, guidava spedita la sua macchinina. Ad un tratto mise la freccia ed entrò in una stradina stretta e sterrata che conduceva fuori dalla portata di sguardi indiscreti, o almeno ne era convinta! Spengemmo i fari e parcheggiammo le nostre vespe sulla strada. In fondo alla viottola che non aveva altre via di fuga, si vedevano i fanalini di coda della macchina, che si era fermata, il muso era rivolto verso la pineta. Proseguimmo a piedi cercando di avvicinarci il più possibile ai due amanti.La zona era completamente al buio e isolata, le uniche luci erano quelle dei fanalini posteriori e della luce fioca dell'abitacolo. Dai piccoli finestrini intravedevamo le due figure che sembravano parlare fra di loro, noi ci mettemmo al riparo dietro un mucchio di terra, eravamo a circa una trentina di metri dalla macchina e aspettavamo il momento giusto per entrare in azione.Indossammo degli occhiali da sole, naturalmente "RAY BAN " a goccia,non vedevamo una mazza!! Ma ci rendevano più inquietanti. Qualcuno di noi impugnò un lungo bastone trovato sul posto, mentre altri erano armati di lunghe catene. Passarono pochi minuti e decidemmo di entrare in azione. Uscimmo allo scoperto e con molta calma, senza dire una parola, raggiugemmo la macchina, la circondammo e uno di noi aprì la portiera dalla parte dove era seduto il Merlo:"Brutto pezzo di merda ci hai fregato, ridacci i soldi della droga che ci hai venduto o facciamo secco te e la tua ragazza" E bhaamm, uno schiaffone, che era sicuramente vero, colpì il Merlo in pieno volto. Fu trascinato fuori dalla macchina e preso a calcioni, intanto la poveretta che non era scesa di macchina strillava:"Non lo conosco, è la prima volta che esco con lui!! Aiuto!!! Lasciatemi andare non dirò nulla a nessuno" E noi:"Zitta puttana ora ti si fa fuori anche a te se questo stronzo non ci rende i soldi" Intanto il Merlo continuava a essere malmenato senza tanti complimenti. La ragazza era terrorizzata e continuava a piangere e a negare il suo convolgimento sentimentale con il Merlo, il quale, rottosi i coglioni di prendere botte, fece finta di renderci il denaro. Intanto, uno di noi (non ricordo chi) si avvicinò alla ragazza mostrandole un lungo coltello a serramanico :"Se parli ti ammaziamo, conosciamo il tuo nome e sappiamo dove abiti" La ragazza a malapena riusciva a parlare e con voce singhiozzante rispose:"Vi prego, lasciatemi andare, non dirò niente, io non vi ho mai visto" Lasciammo andare via la poveretta da sola,mentre il Merlo ci insultava:"Teste di cazzo mi avete fatto male, ma che siete? Cretini!!!." Lo scherzo era riuscito perfettamente!!!!!!

Per chi non sapesse chi è il Merlo:

lunedì, luglio 05, 2010

Artista digitale

La capacità di alcune fotocamere di realizzare video, sembra essere quasi snobbata da molti amanti della fotografia.

In un primo momento anche io per dirla tutta, consideravo questa opportunità offerta da molte case come un inutile gadget chiappa merli!! Ora vedo le cose assai diversamente! Se date un'occhiata a i vari video o lavori eseguiti  con gli ultimi apparecchi, forniti dalle case più rinomate vi renderete subito conto del potenziale creativo che viene offerto da questi strumenti.
  • Un sensore assai più grande di qualsiasi telecamera
  • Il quasi totale controllo in manuale delle impostazioni di ripresa
  • La possibilità di poter usare ottiche grandangolari, tele, zoom.
  • Ottiche super luminose e specilistiche tipo: Tilt - Shift  
  Tutto questo con una qualità video di li vello professionale; le ultime notizie che arrivano dalla rete parlano di fotocamere Canon usate per girare spot televisivi, addirittura l'ultimo episodio della serie TV Doctor House sembrerebbe girato con una di queste fotocamere " Canon 5D MKII"


 La cosa mi attrae molto e sicuramente, quando le finanze  permetteranno di passare a un nuovo modello di reflex digitale, la capacità di poter realizzare video  sarà una delle caratteristiche da valutare con attenzione......                                                                                                                                                              

domenica, luglio 04, 2010

Herbert Hoffmann

Chi è estraneo al tatuaggio spesso vede solo corpi deturpati o raramente abbelliti da tatuaggi incancellabili che evocano sofferenze fisiche e rischi di infezioni...ma per chi si tatua non è così. Nessuno si tatua per diventare più brutto,nè per masochismo!
Chiunque si tatua, lo fa per dare a se stesso qualcosa di più:per essere più bello, per sentirsi e apparire più forte, più sexy, per dare sfogo a un dolore, un lutto, una gioia, un amore, per scongiurare una paura, un pericolo o per gioco...Ci si tatua per esprimere i sentimenti più seri e profondi e per quelli più superficiali e frivolie...perchè no?,per rivendicare il proprio diritto al gioco.
Non ho mai incontrato qualcuno che si tatuasse per farsi del male!
Spesso i tatuaggi che vediamo per strada non sono proprio bellissimi, questo però dipende dalla disinformazione a dal cattivo gusto dilagante, non da un intento autolesionista.
Oggi sono brutti i vestiti, la moda,le automobili, le case,la pittura..e sono brutti molti tatuaggi...solo un'informazione corretta e libera da pregiudizi e luoghi comuni può insegnare a distinguere quelli belli da quelli brutti e aiutare a capire che un bel tatuaggio è un tatuaggio che ti rende più bello.....

Herbert Hoffman

venerdì, luglio 02, 2010

I RAGAZZI DEL "BAR ENZO" (2° parte)




Agosto 1982 data fatidica ! Dopo varie discussioni fra di noi arrivò anche il tempo delle ferie insieme. Le prime da soli!!! Dove andare? Come ho già detto non fu cosa semplice trovare la destinazione, erano le prime vacanze da soli, con le nostre inseparabili vespe e tutto doveva essere perfetto e indimenticabile. Dopo varie mete prese in considerazione e poi scartate, tutti concordammo di partire per la Puglia: il Gargano.Decidemmo di partire alle ore 08.00 AM.Visto che mio cugino Gianni era solo in casa, perchè i suoi erano già partiti per le ferie, decidemmo di andare a dormire tutti a casa sua: potete immaginare quanto abbiamo dormito !!! Alle 04.00 AM eravamo già sopra le nostre vespe, tutte cariche all'inverosimile: tende, sacchi a pelo, tegamini per cucinare e borsoni pieni di vestiti, il tutto suddiviso tra il portapacchi anteriore e quello posteriore, io portavo anche come passeggiero il mio amico Merlo. Ci dirigemmo verso la via Cassia, che ci avrebbe condotto fino a Siena, da lì avremmo raggiunto Grosseto, per poi proseguire lungo la Aurelia fino a Roma e raggiungere la Puglia tagliando L' italia in due.Giunti in prossimità di Colle Val D'Elsa, avvistammo le insegne luminose di un bar appena aperto:"Fermiamoci a fare colazione" disse uno di noi. Parcheggiato di fronte al bar c'era un furgoncino bianco: sapete,uno di quelli che usano i pasticceri per portare le paste appena sfornate!!!! Ci fiondammo dentro al bar, arraffando le paste ancora calde direttamente dalle cassette che il pasticcere aveva incautamente appoggiato sul bancone del negozio. Il barista, intento a farci i cappuccini che gli avevamo ordinato, non si accorse che in meno di cinque minuti gli avevamo svuotato la cassetta delle paste, e ancor più veloci eravamo montati sulle nostre vespe scappando via a palla di fuoco. (Che pezzi di c.......ca), eravamo ragazzi!!!!!Arrivati a Siena ci immettemmo nel raccordo Siena - Grosseto, e lì giù a tutto gas. 85,90,95,100,101,102 Km/H booommm !!!!! La vespa di Tiziano che mi precedeva cominciò a sbandare, dalla ruota posteriore si levò una nuvola di fumo bianco, sembrava un F16, "Ma che c......zo fa!?" pensai. Perso il controllo del mezzo lo vidi rotolare sulla strada come una palla. Le macchine che provenivano dalla direzione opposta facevano lo slalom tra la vespa, che strusciando sull'asfalto sembrava voler prendere fuoco dalle scintille che faceva, e il corpo di Tiziano, che continuava a rotolare in mezzo alla carregiata. Noi intanto ci eravamo fermati una cinquantina di metri avanti, invertimmo la marcia fino a raggiugere Tiziano, che nel frattempo si era rialzato e si trovava accerchiato da i vari passanti che assistendo alla scena si erano fermati. Come si accorse della nostra presenza ci guardò con la sua faccia a duro e con un risolino diabolico ci disse"Che cazzo di botta!!! Avete visto come andava la mia vespa? Che bestia di motore!!! Devo aver grippato cazzo!!!!" Aspettammo che il motore si raffreddasse, la vespa non aveva riportato grossi danni, salvo una vistosa ammaccatura sulla cioccia sinistra e un sicuro solco sulla camicia del cilindro. Il viaggio riprese ad andatura più moderata per non compromettere ulteriormente il mezzo di Tiziano.Giunti all'altezza di Roselle, sulla Siena Grosseto, la vespa 125 ET3 arancione del Maso perse la marmitta, sembrava un trattore!!! Così ci ritrovammo un'altra volta fermi; dopo vari tentativi infruttuosi decidemmo di trovare un meccanico per poter saldare la marmitta che si era rotta all'altezza del collettore. Il centro più vicino era appunto Roselle dove, con una notevole botta di culo, riuscimmo a riparare il danno e a ripartire.Erano già passate dieci ore dalla partenza e non eravamo nemmeno a metà strada dalla nostra meta. I' Leo (fratello maggiore del Leino detto Merlo), sicuramente il più serio e responsabile di noi, cominciò a dare segni di nervosismo, soprattutto quando, alla vista di un campo di cocomeri, noi tutti ci fiondammo come un'orda barbarica a razziare i dolci frutti; il Leo, persa la pazienza, ingranò la prima della sua ET3 azzurra e se ne andò via da solo, incazzato come pochi. Lo ritrovammo qualche Km più avanti in direzione Castiglione della Pescaia, a sedere sulla sua vespa con le lacrime agli occhi:"Dai Leo non te la prendere, avevamo fame!! Ora andiamo" Il Leo:" Sono già dodici ore che stiamo in viaggio e siamo ancora in Toscana, io torno a casa".Tutti insieme convincemmo il nostro amico a non mollare e tutti d'accordo decidemmo di passare le nostre ferie più vicino optando per Follonica!!!!(bisogna pur adattarsi agli eventi!!).Non era il Gargano! Ma chi se ne fregava. Arrivammo a Follonica alle 05,00 PM. Nella pineta di Sensuno montammo le nostre tende(praticamente eravamo sulla via principale di Follonica) ci fiondammo in acqua. Erano passati meno di venti minuti dal nostro arrivo, quando in pineta arrivarono i vigili !!!! Ci fecero sgombrare il nostro accampamento, per fortuna senza farci pagare nessuna sanzione per campeggio abusivo. Eravamo stanchi morti non sapevamo dove poterci sistemare perchè tutti i campeggi nei dintorni erano completi. La nostra super e tanto agognata vacanza stava per fallire, se non fosse giunto il babbo di Gianni (mio cugino) che stava passando le sue vacanze propio a Follonica: con la sua auto ci portò in un campeggio che conosceva e... udite udite, ci avrebbe accolto per quindici giorni. Campeggio il Fontino, venti Km dal mare, e chi ci andava!!!! Per forza aveva posto! Una volta sbrigate le varie pratiche burocratiche, prendemmo posizione, montammo le nostre otto tende Canadesi formando un cerchio "tipo accampamento Indiano" e ci lanciammo nella vicina piscina di cui era provvisto il campeggio. Erano le 07 PM circa. Ricordo il casino che facemmo, tavoli, sedie e ombrelloni furono scaraventati in acqua senza ritegno. Dopo circa un' ora tutti a fare la doccia. "Cosa facciamo da mangiare?" disse il Leo. La maggior parte di noi non aveva la minima voglia di farsi da mangiare, e con grande disappunto del Leo che nel frattempo aveva già messo mano ai vari pentolini, decidemmo di andare a mangiare una pizza a Follonica. Per raggiungere Follonica bisognava farsi circa venti Km all' andata e altrettanti al ritorno. E pizza fu!!!!!La serata, complice la stanchezza del viaggio, finì in modo tranquillo e dopo la pizza riprendemmo la strada del campeggio.Il mattino seguente raggiungemmo mio zio, che aveva preso in affitto una casa propio sulla spiaggia, e lì passammo tutto il giorno tra bagni e qualche gavettone alle ragazze che incautamente passavano di lì!!!!Nel primo pomeriggio ritornammo al campeggio dove nel frattempo ci avevano raggiunto il Ferri "L'AVVOLTOIO" insieme al Poletto e Adriano, eravamo così in quattordici. Il Leo si offrì volontario per fare una spaghettata e si mise subito al lavoro. Noi andammo in piscina a fare il bagno, dopo di che tutti a fare la doccia e poi via a farsi belli per andare a mangiare una pizza di nuovo a Follonica, provocando una ragionevole incazzatura del Leo, che tutto contento aveva già preparato il condimento per la pasta. Rassegnato di avere a che fare con un branco di "fave" si vestì (ma sempre molto incazzato) e ci seguì. La strada che portava a Follonica passava in mezzo alla campagna Maremmana, il tramonto rosso fuoco, la brezza proveniente dal mare, accentuata dalla velocità delle nostre vespe, ci faceva provare un gran senso di libertà, percorrevamo la strada tutti in gruppo occupando l'intera carreggiata, eravamo numerosi e forti, eravamo il "BAR ENZO."Proseguimmo così fino a quando una macchina che si trovava dietro di noi, per superarci, prima con il clacson, poi a male parole, si fece largo tra di noi cercando di buttarci fuori strada, poi una volta superati ci mostrò il classico dito rivolto al cielo: quale affronto!!!! Ci lanciammo al suo inseguimento incazzati neri e non certo con buone intenzioni. L'auto ci precedeva velocemente e noi con le nostre vespe difficilmente l'avremmo raggiunta, ma per sua sfortuna giunti a Scarlino lo sventurato si dovette fermare al pericoloso incrocio di fronte al Puntone di Follonica. Gli piombammo addosso come un tornado: lo circondammo, qualcuno salì sul cofano della macchina e ci saltava sopra come fosse il materasso di un letto. L'Avvoltoio afferrò la portiera e la aprì, noi dalla parte opposta prendevamo a calci la carrozzeria che si accartocciava su se stessa come una lattina di CocaCola, lo sventurato che non si aspettava una reazione del genere era terrorizzato, preso dal panico si rannicchiò sui sedili cercando un inutile rifugio. L'Avvoltoio, non riuscendo a trascinarlo fuori dalla macchina, cominciò a colpirlo con i piedi. Intorno a noi intanto si era radunata una folla di persone che, spaventate e incredule di assistere a una tale scena, non fecero niente per impedire quella pazzesca aggressione.Una volta saziato il nostro bisogno di vendetta per l'affronto subito rimontammo sulle nostre vespe e ci andammo a mangiare la tanto desiderata pizza. Come se non fosse successo niente. Finito di mangiare decidemmo di tornare al campeggio. La mattina precedente avevamo notato che vicino al campeggio c'èra un bel campo di cocomeri, così facemmo una sosta per fare un pò di spesa a gratis !!! Consumammo il bottino in campeggio, fumando e bevendo birra. Eravamo propio un bel gruppo affiatato e non ci importava niente degli altri, esistavamo solo noi! Il mattino seguente le buccie dei cocomeri, che avevamo lasciato per terra davanti alle nostre tende, avevano richiamato un gran numero di insetti, tutto intorno a noi regnava il disordine più totale: lattine di birra, bucce di cocomero, mozziconi di sigaretta e non solo....Uscimmo dalle nostre tende, il sole era già alto in cielo si prospettava una giornata molto calda. Ma una cosa ci colpì tutti: mancava una tenda e una moto!!!! E il suo propietario. L'Arfasatti detto "Checco" se ne era andato senza avvisarci e credetemi non lo abbiamo più visto se non di sfuggita quando tornammo a Firenze. Probabilmente l'episodio della sera precedente non gli era piaciuto. Non ci strappammo i capelli di testa, lui non era propio un menbro effettivo della nostra compagnia. Indossammo i costumi e dirigemmo verso Follonica e precisamente alla pasticceria Capolupi per fare una ricca colazione e pranzo compresi. Le paste erano esposte in una vetrina con vetri scorrevoli, dove i clienti potevano accedere liberamente e noi molto liberamente ci servimmo mangiando fino a strabuzzare, cinque, dieci, dodici pezzi a testa poi come se nulla fosse ci recammo alla cassa e ne pagammo uno, massimo tre pezzi a testa. Questa storia andò avanti per tre, quattro mattine. L'ultima di queste mattine, dopo aver fatto colazione andammo a pagare, quando arrivò il mio turno (ero rimasto l'ultimo della fila a dover pagare) tiro fuori il portafogli e con innocenza dico:"Due pezzi e un cappuccio" Il cassiere mi guarda con aria storta come se pensasse, "ti ho beccato stronzetto!!!!" E mi dice:" Ti sbagli ragazzo, nei hai mangiati quattro" Mi sentii gelare il sangue, istintivamente mi voltai verso l'uscita dove si trovavano i ragazzi, come per cercare aiuto, loro mi guardavano come se guardassero il concorrente di un quiz che deve rispondere alla domanda della svolta, rivoltai lo sguardo al cassiere e gli risposi:"No!!! Si sbaglia ne ho mangiati dieci !!!" Quella mia risposta fu come il colpo di pistola che da il via ai cento metri piani: in meno di mezzo secondo ci ritrovammo in strada correndo e ridendo per la nuova bravata e da quel giorno cambiammo pasticceria. Eravamo propio delle fave, ma che ci volete fare, noi ci divertivavamo così, era più forte di noi.



giovedì, luglio 01, 2010

I RAGAZZI DEL "BAR ENZO" (1° parte)

I ragazzi del "BAR ENZO", così ci chiamavano le altre compagnie. Erano i tempi delle gang, bande, compagnie, fenomeno nato sull' onda del successo di films come i Guerrieri della Notte e Grease ....... Ognuna di esse aveva il suo nome: BEACH BOYS, STRAY DOG'S, STREET PEOPLE GANG, 4+, BAR 70, RIGHT BOYS, GARDEN' S COMPANY...............e infine la nostra il "BAR ENZO" company. Ci ritrovavamo sempre al solito posto, una piazzetta ai lati di un grande viale alberato, di fronte ad un bar, su le cui insegne spiccava la scritta "BAR ENZO". Noi eravamo sempre lì!! Nei nostri momenti liberi quello era il nostro ritrovo, dove progettavamo le nostre scorribande cittadine; il nostro territorio era il quartiere di Soffiano e Legnaia condiviso con altre compagnie, almeno tre, una in particolare era in piena guerra con noi, i "RIGHT BOYS". Una ragazza importunata, uno sguardo o un comportamento non gradito, erano il pretesto per accendere furiose scazzottate di gruppo. Ma generalmente tutto finiva con un testa a testa fra i rappresentanti più forti e cattivi delle varie compagnie rivali. Il nostro era il Ferri, detto "AVVOLTOIO".
Le corse con i motorini truccati (lo erano tutti), lungo i viali di Firenze, ma soprattutto il viale dei Colli che porta al piazzale Michelangelo, con le sue curve veloci, era il terreno preferito dove potersi misurare con le altre gang. Le sere d'estate il piazzale Michelangelo era il punto di aggregazione di tutte le compagnie di Firenze, e la strada per arrivarci diventava un circuito cittadino senza regole.
Nelle serate invernali,invece, il cinema Universale (ora diventata disco alla moda della città)e il cinema Giglio, insieme al "bar degli ubriachi" erano i luoghi da noi preferiti.
L'Universale era un cinema molto particolare, vi regnava il caos totale, il prezzo del biglietto era bassissimo e ci si poteva portare anche il propio motorino e parcheggiarlo in mezzo alla sala; davano films del tipo ARANCIA MECCANICA, QUADROFENIA, INTERCEPTOR, 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO ecc...... il fumo era legalizzato e non solo quello di sigaretta !!!! A volte arrivavano i Carabinieri e di conseguenza il fuggi fuggi generale, qualche fermato, una ramanzina e niente di più. La sera successiva era tutto come prima. Bei tempi !!!!!
Il cinema Giglio si trovava fuori città, al Galluzzo. La programmazione era rigorosamente di films a luci rosse (PORNO) cioè vietata ai minori di diciotto anni, noi non arrivavamo ai 17, ma questo non era un problema: la direzione non faceva caso a questi particolari trascurabili. La vera attrazione di questo locale non erano i films che vi proiettavano ma eravamo noi !! Perchè?
Perchè mettevamo in scena dei veri e propri spettacoli pirotecnici. Infatti la decisione di andare al cinema Giglio raramente era presa casualmente, ma solo dopo aver pianificato il tutto decidavamo di andarci. Ci presentavamo in sala muniti di petardi e bombolette a gas, liquido per la ricarica delle macchinette e un corno Vichingo, naturalmente il tutto nascosto sotto i nostri piumini d'oca. Una volta entrati in sala ci dividevamo. Il suono profondo e cupo del corno Vichingo era il segnale che dava il via allo spettacolo: petardi e razzi venivano lanciati in tutte le direzioni , il fumo e i lampi provocati dai petardi creava effetti spettrali, la maschera correva su e giù per la sala, con una piccola torcia, cercando di individuare i responsabili di tutto quel caos, le urla e le risate a crepa pelle degli spettatori, (naturalmente quasi tutti minorenni)contribuivano ad aumentare il panico del pubblico, seriamente interessato ai contenuti altamente educativi della programmazione. A questo punto accendevano le luci, entrava in sala il gestore del cinema e cominciava:" Se non la smettete chiamo i Carabinieri capito !! acc..ti a voi e alle vostre mamme". Cosa che non avrebbe mai fatto visto che l' 80% degli spettatori era minorenne. Noi, tutti zitti, lo ascoltavamo divertiti fino a quando sbottavamo "Facci vedere un po di passeraaa, basta si vuol vedere il film, buuuu". Si spengevano le luci e tutto ricominciava come prima, con l'aggiunta dei mangia fuoco, che alzandosi dai propri posti si posizionavano sotto lo schermo, si riempivano la bocca di gas liquido, e soffiando sopra un accendino acceso: fuoriusciva una fiammata impressionante dalla bocca. Che spettacolo!!! A questo punto generalmente riaccendevano le luci e la programmazione veniva terminata avanti tempo. Fuori dal cinema, tutti fieri di noi, ascoltavamo i commenti della gente che usciva divertita, e ci facevano anche i complimenti !!! (non tutti naturalmente) Noi rimontavamo sui nostri motorini e finivamo la serata al "bar degli Ubriachi "in via S. Spirito nel centro di Firenze. Qui, ascoltando la musica di Bob Marley "naturalmente al jukebox", giocavamo ad un video gioco che, mi senbra si chiamasse "space blaster" ma non ricordo bene.